home

Ludoteca
Struttura
Dove Siamo
Orario
Inserimento

IlGioco
Modulistica
Contatti
Pensieri

principinoPensieri

Tutto quello che mi serve sapere l'ho imparato all'asilo

La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere,
cosa fare e in che modo comportarmi l‘ho imparata all‘asilo.
La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori,
bensì nei castelli di sabbia del giardino dell‘infanzia.
Queste sono le cose che ho appreso:
Dividere tutto con gli altri.
Giocare correttamente.
Non fare male alla gente.
Rimettere le cose al posto.
Sistemare il disordine.
Non prendere ciò che non è mio.
Dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno.
Lavarmi le mani prima di mangiare.
I biscotti caldi e il latte freddo fanno bene.
Condurre una vita equilibrata: imparare qualcosa,
pensare un po‘ e disegnare, dipingere, cantare,
ballare, suonare e lavorare un tanto al giorno.
Fare un riposino ogni pomeriggio.
Nel mondo, badare al traffico, tenere per mano
e stare vicino agli altri.
Essere consapevole del meraviglioso.
Ricordare il seme nel vaso: le radici scendono,
la pianta sale e nessuno sa veramente come e perché,
ma tutti noi siamo così.
I pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e
persino il seme nel suo recipiente:
tutti muoiono e noi pure.
Non dimenticare, infine, la prima parola che ho imparato,
la più importante di tutte: GUARDARE.
Tutto quello che mi serve sapere sta lì, da qualche parte:
le regole Auree, l‘amore, l‘igiene alimentare,
l‘ecologia, la politica e il vivere assennatamente.
Basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti,
elaborarlo in termini adulti e sofisticati
e applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo, o al mondo in generale,
e si dimostrerà vero, chiaro e incrollabile.
Pensate a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti,
l‘intera umanità prendessimo latte e biscotti ogni pomeriggio
alle tre e ci mettessimo poi sotto le coperte per un pisolino,
o se tutti i governi si attenessero al principio basilare di rimettere
ogni cosa dove l‘ hanno trovata e di ripulire il proprio disordine.
Rimane sempre vero, a qualsiasi età, che quando si esce nel mondo
è meglio tenersi per mano e rimanere uniti.

di Robert Fulghum

divisore

Trova il tempo

Trova il tempo di riflettere,
è la fonte della forza.
Trova il tempo di giocare,
è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere,
è la base del sapere.
Trova il tempo di essere gentile,
è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare,
è il sentiero che porta alle stelle.
Trova il tempo di amare,
è la vera gioia di vivere.
Trova il tempo d‘esser contento,
è la musica dell‘anima.

Antica ballata irlandese

divisore

Le cose che ho imparato nella vita

Dite:
è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E‘ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
fino all‘altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.

J.Korczack

divisore

Se

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
la perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
e a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sai non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori
- Trionfo e Disastro -
quando ti capitano innanzi;
Se sai resistere a udire la verità che hai detto
dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
Se di tutto ciò; che hai vinto sai fare un solo mucchio
e te lo giochi, all‘azzardo, un‘altra volta,
E se perdi, sai ricominciare senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini dritti allo scopo,
ben oltre la stanchezza, a tener duro, quando in te nient‘altro esiste,
tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re, o intrattenere i re parlando francamente,
Se nè amici nè nemici riescono a ferirti,
pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò; che ha dentro,
E, ancor di più;, ragazzo mio, sei Uomo!

Rudyard Kipling

divisore

E crescendo impari

E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent‘anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non è quella che affanosamente si insegue credendo che l‘amore sia tutto o niente...
non è quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...
la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose....

...e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità,
che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,
che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità,
che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.

E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi,
di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore,
che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,
che il profumo della primavera ti sveglia dall‘inverno,
e che sederti a leggere all‘ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l‘amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco,
di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata
e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi,
sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro
o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono,
ricevere un messaggio inaspettato,
sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c‘è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri,
che c‘è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c‘e‘ nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

Anonimo

divisore

Un dono

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l‘ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell‘animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l‘amore,
e fallo conoscere al mondo.

(Mahtma Gandhi)

divisore

Manifesto sui diritti naturali di bimbi e bimbe
Il diritto all‘ozio

a vivere momenti di tempo non programmati dagli adulti.

Il diritto all‘uso delle mani

a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco.

Il diritto agli odori

a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura.

Il diritto al dialogo

ad ascoltare e poter prendere la parola, interloquire e dialogare.

Il diritto a sporcarsi

a giocare con la sabbia, la terra, l‘erba, le foglie, l‘acqua, i sassi, i rametti.

Il diritto ad un buon inizio

a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura.

Il diritto alla strada

a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade.

Il diritto al selvaggio

a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi.

Il diritto al silenzio

ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell‘acqua.

Il diritto alle sfumature

a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte la luna e le stelle.


di Gianfranco Zavalloni

divisore

Promemoria da tuo figlio, oggetto me stesso

Non viziarmi. So benissimo che non dovrei avere tutto quello che chiedo. Voglio solo metterti alla prova.
Non aver paura di essere severo con me. Lo preferisco. Questo mi permette di capire in che cosa sono valido.
Non usare la forza con me. Questo mi insegna che la potenza è tutto ciò che conta. Sarò più disponibile ad essere guidato.
Non essere incoerente. Questo mi sconcerta e mi costringe a fare ogni sforzo per farla franca tutte le volte che posso.
Non fare promesse; potresti non essere in grado di mantenerle. Questo farebbe diminuire la mia fiducia in te.
Non cedere alle mie provocazioni quando dico e faccio cose solo per imbarazzarti, perché cercherei allora di avere altre vittorie simili.
Non essere troppo turbato quando dico: "Ti odio". Non intendo dire questo, lo faccio perché tu sia triste per quello che mi hai fatto.
Non farmi sentire più piccolo di quanto non sia: rimedierei comportandomi da più grande di quanto non sia.
Non fare per me le cose che posso fare da solo. Questo mi fa sentire come un bambino e potrei continuare a tenerti al mio servizio.
Non fare che le mie "cattive abitudini" mi guadagnino molta parte della tua attenzione. Ciò mi incoraggia a continuare con esse.
Non correggermi davanti alla gente. Presterò molta più attenzione se parlerai tranquillamente con me a quattr‘occhi.
Non cercare di discutere sul mio comportamento nella foga di un litigio.
Ovviamente il mio udito non è molto buono in quel momento e la mia collaborazione è anche peggiore.
è giusto comportarsi come si deve, ma bisogna parlarne con calma.
Non cercare di farmi prediche. Saresti sorpreso di vedere come so bene che cosa è giusto e che cosa è sbagliato.
Non farmi sentire che i miei errori sono colpe. Devo imparare a fare errori senza avere la sensazione di non essere onesto.
Non brontolare continuamente. Se lo fai dovrò difendermi facendo finta di essere sordo.
Non pretendere spiegazioni per il mio comportamento scorretto. Davvero non so perché l‘ho fatto.
Non mettere troppo a dura prova la mia sincerità. Vengo facilmente intimorito, tanto da dire bugie.
Non dimenticare che mi piace molto fare esperimenti. Imparo da questi, per cui ti prego di sopportarli.
Non proteggermi dalle conseguenze. Ho bisogno di imparare dall‘esperienza.
Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni: potrei imparare a godere cattiva salute se questo mi attira la tua attenzione.
Non zittirmi quando faccio domande oneste. Se lo fai, scoprirai che smetto di chiedere e io cercherò le mie informazioni altrove.
Non rispondere alle domande "sciocche" o senza senso. Desidero solo tenerti occupato di me.
Non pensare assolutamente di apparire ridicolo se ti scusi con me. Una scusa reale mi fa sentire sorprendentemente affettuoso verso di te.
Non sostenere mai di essere perfetto o infallibile. Questo mi offre il pretesto per non seguirti.
Non preoccuparti per il tempo che passiamo insieme. è "come" lo passiamo, che conta.
Non permettere che i miei timori suscitino la mia ansia, perché allora diventerei più pauroso. Indicami il coraggio.
Non dimenticare che non posso crescere bene senza molta comprensione ed incoraggiamento, ma non ho bisogno di dirtelo, vero?
Trattami allo stesso modo in cui tratti i tuoi amici: così anch‘io sarò tuo amico.
Ricordati: io imparo più da un esempio che da un rimprovero

divisore

Invece il cento c'è

Il bambino
è fatto di cento.

Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare

cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire

cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.

Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.

La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.

Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.

Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c‘è
e di cento
gliene rubano novantanove.

Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l‘immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.

Gli dicono insomma
che il cento non c‘è.
Il bambino dice:
invece il cento c‘è.

Loris Malaguzzi

divisore

Sei una meraviglia

E tu, lo sai cosa sei?
Sei una meraviglia.
Sei unico.
In tutti gli anni che sono trascorsi
non c‘è mai stato un altro bambino come te.
Le tue gambe, le tue braccia,
le tue dita abili,
il modo in cui ti muovi.
Potrai diventare uno Shakespeare,
un Michelangelo,
un Beethoven.
Hai la capacità di fare qualunque cosa:
ricavare cibo dalla terra o fare,
di tanti piccoli mattoni,
una grande casa;
guidare un treno,
pilotare un aereo
insegnare matematica.
Si, sei una meraviglia.
E quando crescerai,
potrai allora far del male a un altro che sarà,
come te, una meraviglia?
Bisogna lavorare - tutti noi dobbiamo lavorare -
per rendere il mondo degno dei suoi bambini.

J. Campfìeid M.V. Mausen, da Brodo caldo per l‘anima

divisore

I bambini imparano ciò che vivono

Se il bambino vive nella critica,
impara a condannare.
Se vive nell‘ostilità,
impara ad aggredire.
Se vive nell‘ironia,
impara la timidezza.
Se vive nella vergogna,
impara a sentirsi colpevole.
Se vive nella tolleranza,
impara ad essere paziente.
Se vive nell‘ incoraggiamento,
impara la fiducia.
Se vive nella lealtà,
impara la giustizia.
Se vive nella disponibilità,
impara ad avere fede.
Se vive nell‘approvazione,
impara ad accettarsi.
Se vive nell‘accettazione e nell‘amicizia
impara a trovare l‘amore nel mondo.

di Doretj Law Nolte

divisore

In ogni bambino

In ogni bambino
c‘è una scintilla di vita:
questo impulso verso
la crescita e lo sviluppo
fa parte di lui,
è qualcosa
con cui è nato e che lo
sollecita ad andare
avanti
in modi che non
dobbiamo nemmeno
cercare di capire.

D.W. Winnicot, da "Bambino e mondo esterno"

divisore

Un sorriso

Un sorriso non costa niente e produce molto
arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo da.
Dura un solo istante,
ma talvolta il suo ricordo è eterno.
Nessuno è così ricco da poter farne a meno,
nessuno è abbastanza povero da non meritarlo.
Crea la felicità in casa,
è il segno tangibile dell‘amicizia,
un sorriso dà riposo a chi è stanco,
rende coraggio ai più scoraggiati,
non può essere comprato, ne prestato, ne rubato,
perchè è qualcosa di valore solo nel momento in cui viene dato.
E se qualche volta incontrate qualcuno
che non sa più sorridere,
siate generoso, dategli il vostro,
perchè nessuno ha mai bisogno di un sorriso.
quanto colui che non può regalarne ad altri.

Anonimo


                           


(c) 2007 - Ludoteca Il Piccolo Principe - All Rights Reserved - P.IVA 04451840872
Via Vecchia Ognina 140 - 95129 Catania